Cerimonia pubblica per l’Accademia de’ Nobili
Per festeggiare il proprio patrono, San Giovanni Gualberto, l’Accademia Collegio de’ Nobili terrà una cerimonia pubblica a Ponte Buggianese, in provincia di Pistoia.
Il programma prevede sabato 5 luglio, alle ore 18:00, una solenne celebrazione eucaristica, presso la Propositura di S. Michele Arcangelo – Santuario di Maria SS del Buon Consiglio, in piazza del Santuario.
A presiedere il sacro rito S.E. Rev.ma mons. Angelo Massafra, arcivescovo metropolita emerito di Scutari-Plut, con la concelebrazione di mons. Paolo Cioni, e del prevosto don Francesco Ciucci.
Durante la celebrazione il principe reggente dell’Accademia, Marcello Falletti di Vollafalletto, presiederà la cerimonia d’investitura di nuovi Accademici Cavalieri e Dame.
Ad accompagnare la cerimonia il Coro dell’Immacolata della Misericordia di Empoli, e la Corale Arrigoni di Ponte Buggianese, diretti dall’Accademico di Grazia maestro Alessandro Bartolozzi, con l’accompagnamento organistico del maestro Claudia Gori.
Alle ore 20:30 seguirà una cena di gala per festeggiare i nuovi Accademici Cavalieri e Dame al ristorante Villa Vezzani, a Pescia.
Scheda di approfondimento Accademia Collegio de’ Nobili ![]() Principali studiosi della storia dell’Accademia Collegio de’ Nobili sono gli stessi accademici dell’ente, che fanno risalire l’origine dell’istituzione all’8 gennaio del 1623 come Conversazione del Casino di San Marco, poi di Santa Trinità, per volontà di un ristretto numero di “nobili” che volevano creare dei momenti di incontro e confronto tra loro. Stando sempre a quanto ricostruito dagli accademici, successivamente alla fondazione si vollero collegare gli incontri del Conversazione del Casino di San Marco ad un Collegio che ospitasse i giovani desiderosi di apprendere. La fondazione formale dell’Accademia si ebbe dunque il 15 maggio 1689. Il primo Statuto fu approvato dal Granduca di Toscana Cosimo III dei Medici il 6 marzo 1696. La protezione della casa medicea assicurò all’ente un notevole sviluppo e gli permise di affermarsi nella società del tempo. In tempi più recenti l’istituzione si è aggiornata e rilanciata, e in occasione del 3° Centenario della fondazione, nel 1989, l’Accademia ha emanato nuovi Statuti e nuovi Regolamenti aprendo le sue porte a diverse categorie di persone, ma lasciando immutate le sue caratteristiche storiche. Infine il 23 aprile 2005 vi è stato un’ulteriore aggiornamento degli Statuti, consolidando le novità introdotte nel 1989. Nato dunque come istituto riservato alla classe nobiliare a cui inizialmente potevano accedere solo gli eredi primogeniti maschi dei Fondatori, l’ente si è progressivamente aperto alla società, ammettendo le donne nel 1770 e successivamente anche non nobili, desiderosi comunque di ampliare le proprie conoscenze. L’Accademia Collegio De’ Nobili, si è detta nei secoli Istituto Accademia dei Nobili oppure Collegio de’ Nobili oppure Accademia dei Nobili di San Giovanni Gualberto oppure Accademia del Casino dei Nobili oppure Accademia dei Nobili. Ancora oggi i suoi Accademici Cavalieri e Dame si occupano di storia, cultura, musica, tradizione, iniziative benefiche ed educative. Suo protettore perpetuo e Preside è il Conte Prof. Marcello Falletti di Villafalletto. . |
Scheda di approfondimento Gli ordini cavallereschi in Italia ![]() Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche in Italia è disciplinato dagli articoli 7 e 8 della legge n. 178 del 3 marzo 1951, i quali in sintesi stabiliscono che in Italia sono LIBERAMENTE UTILIZZABILI i titoli e le decorazioni: 1) degli ordini cavallereschi nazionali (Ordine Militare d’Italia, Ordine della “Stella d’Italia”, Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, Ordine Cavalleresco “Al Merito del lavoro”, Ordine di Vittorio Veneto) 2) degli ordini cavallereschi della Santa Sede (Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro 3) del Sovrano Militare Ordine di Malta Sono invece SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri, le decorazioni ed i titoli degli “Ordini non nazionali o di Stati esteri”. Circa l’interpretazioni di quali possano essere considerati “ordini non nazionali“, molto si è discusso, e la dottrina attuale ha portato ad identificarli negli ordini cavallereschi dinastici. Un elenco degli Ordini non nazionali o di Stati esteri le cui decorazioni almeno in alcuni casi siano state sino ad oggi autorizzate, è stato stilato dall’Ministero dell’Interno. Gli articoli di legge anzidetti vietano il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati, e specificano che le relative sanzioni sono applicabili anche quando tali conferimenti siano avvenuti all’estero. Doverosamente va evidenziato come vi siano anche ordini cavallereschi del tutto legittimi, le cui decorazioni però lo stato italiano non ha ancora avuto occasione di autorizzare, oppure vi siano ordini cavallereschi di cui le decorazioni in Italia non vengono autorizzate, per ragioni di opportunità politica (come l’Ordine supremo della Santissima Annunziata, o l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro). Assume dunque particolare rilevanza l’elenco degli ordini cavallereschi valutati legittimi dall’ICOC (Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi – International Commission for Orders of Chivalry), istituzione internazionale privata, che ha redatto un apposito Registro. . |
Disambigua PREDICATI TITOLI NOBILIARI, CAVALLERESCHI ED ACCADEMICI Per precisa scelta editoriale il Notiziario Araldico cerca di dare conto di tutti gli eventi e le iniziative di rilevanza araldica, nobiliare, cavalleresca, genealogica, vessillologia, faleristica, o comunque attinenti le discipline documentarie della storia, cercando di evitare atteggiamenti censori. Tale scelta, unita alle tempistiche proprie di un quotidiano quale è il Notiziario Araldico, ed all’impossibilità di una verifica puntuale di tutti i trattamenti e le titolature accademiche, nobiliari e cavalleresche, contenute nei comunicati, nelle note informative, nei programmi degli eventi, nei documenti diffusi e/o comunque ripresi, può purtroppo implicare la pubblicazione di titoli contesi, contestati, non universalmente accettati, inesatti, o peggio ancora frutto di falsificazioni antiche o recenti. Si evidenzia dunque che i trattamenti, i predicati, i titoli cavallereschi, i titoli accademici, i titoli nobiliari, pubblicati, lo sono senza attribuire loro alcun valore, e senza poter entrare nel merito. Giova infine ricordare in questa sede che per disposizione costituzionale, in Italia i titoli nobiliari, sono privi di qualunque valore giuridico. . |
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