Nuovo stemma per Feisoglio

Con una semplice cerimonia lo scorso 5 aprile, il sindaco di Feisoglio (303 abitanti in provincia di Cuneo), Simone Gallo, accompagnato dal senatore Marco Perosino (che in precedenza aveva portato la documentazione alla firma) e da Francesca Semeraro, (l’artista braidese che ha realizzato i bozzetti grafici), ha ricevuto dalla dott.ssa Rita Raffaella Russo presso l’Ufficio per il cerimoniale di Stato e per le Onorificenze della presidenza del Consiglio dei Ministri, copia del Decreto del Presidente della Repubblica, attestante la formale concessione dello stemma e del gonfalone comunale.

cerimonia
Foto Comune di Feisoglio: La consegna del Decreto di concessione. Da sinistra: Francesca Semeraro, Marco Perosino, Rita Raffaella Russo, Simone Gallo

Come illustrato in una nota diffusa dall’amministrazione comunale interessata, la concessione presidenziale prevede uno stemma che riprende nei tratti essenziali l’emblema utilizzato dal piccolo comune già da molto tempo, ma che non era mai stato oggetto della necessaria concessione presidenziale.

stemma
Il vecchio stemma utilizzato dal Comune di Feisoglio: “Di cielo, alla pecora ferma, su un pendio in banda, attravesante una catena montuosa, il tutto al naturale” (Blasonatura Centro Studi Araldici)

Duque il Comune di Feisoglio informa che “il decreto presidenziale ha confermato le figure principali, ossia la fonte di sostentamento di ieri, i pascoli rappresentati da verdi colline e la pecora, permettendo, l’introduzione, della fonte di sostentamento attuale, ossia cinque nocciole, di cui quella centrale di dimensioni maggiori. Le stesse raffigurate, all’interno della fascia rossa, posta nella parte superiore dello scudo sannitico, a simboleggiare quella che fu’ la Marca Aleramica. Intervenendo sui colori (sic); più appariscenti le modifiche sulle ornamentazioni esterne, che hanno visto l’introduzione di una corona comunale in luogo di una non giustificata corona di rango superiore di colore dorato, e l’inserimento dei due tradizionali rami d’alloro e di quercia, decussati e legati dal tricolore, in luogo dei due rami indefiniti, legati in precedenza da un nastro ocra“.

Da rilevare come la nuova concessione introduca un inedito capo di rosso che come in altre concessioni recentemente effettuate, non rispetta quella che comunemente viene indicata come la prima e più antica regola dell’araldica, ovvero quella dell’alternanza degli smalti con i metalli, una norma sempre frequentemente scientemente disattesa sia in Italia che all’estero.

stemms
Stemma del Comune di Feisoglio: “D’azzurro, alla pecora al naturale, collarinata d’argento, con campanella d’oro, ferma su un pendio di collina, al naturale, uscente dai fianchi e fondata in punta; al capo di rosso caricato da cinque nocciole, quella centrale più grande, al naturale; il tutto alla filiera d’oro” (Blasonatura ufficiale)

Scheda di approfondimento
L’araldica civica italiana

Stemma vuoto di comune

L’araldica è la scienza che studia gli stemmi, questi però sono raggruppabili in tre macro categorie, ovvero gli stemmi di persona e famiglia, gli stemmi ecclesiastici, e gli stemmi di enti.

Quest’ultima categoria comprende in particolare gli enti territoriali, quali i comuni, le province, le regioni, e gli studi araldici ad essa dedicati, sono comunemente indicati come studi sull’araldica civica.

Oggi in Italia solo questa categoria dell’araldica (o meglio gran parte di essa) è disciplinata e tutelata dallo Stato, e la normativa di riferimento è il Decreto del Presidente del Consiglio del 28 gennaio 2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio 2011, n.25 – Suppl. Ordinario n.26.

Tale Decreto all’articolo 2 precisa che: sono destinatari delle disposizioni di cui al presente decreto: le regioni, le province, le città metropolitane, i comuni, le comunità montane, le comunità isolane, i consorzi, le unioni di comuni, gli enti con personalità giuridica, le banche, le fondazioni, le università, le società, le associazioni, le Forze armate ed i Corpi ad ordinamento civile e militare dello Stato.

L’articolo 5 invece precisa le caratteristiche tecniche degli emblemi civici:

1) Lo scudo obbligatoriamente adottato per la costruzione degli stemmi è quello sannitico moderno …

2) Le province, i comuni insigniti del titolo di città ed
i comuni dovranno collocare sopra lo stemma la corona a
ciascuno spettante, come di seguito descritta:
a) provincia: cerchio d’oro gemmato con le cordonature lisce ai margini, racchiudente due rami, uno di alloro e
uno di quercia, al naturale, uscenti dalla corona, decussati
e ricadenti all’infuori:

Corona di Provincia
b) comune insignito del titolo di città: corona turrita,
formata da un cerchio d’oro aperto da otto pusterle (cinque visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (cinque visibili), riunite da cortine di muro, il tutto d’oro e murato di nero:

Corona di città
c) comune: corona formata da un cerchio aperto da
quattro pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro
sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte
(nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a
coda di rondine, il tutto d’argento e murato di nero:

Corona Comune

3) Gli enti di cui all’articolo 2, diversi da provincia, comune insignito del titolo di città e comune, possono fregiare il proprio stemma con corone speciali di cui è studiata di volta in volta la realizzazione a cura dell’ Ufficio onorificenze e araldica.

4) Il gonfalone consiste in un drappo rettangolare di cm. 90 per cm. 180, del colore di uno o di tutti gli smalti dello stemma. Il drappo è sospeso mediante un bilico mobile ad un’asta ricoperta di velluto dello stesso colore, con bullette poste a spirale, e terminata in punta da una freccia, sulla quale sarà riprodotto lo stemma, e sul gambo il nome dell’ente. Il gonfalone ornato e frangiato è caricato, nel centro, dello stemma dell’ente, sormontato dall’iscrizione centrata (convessa verso l’alto) dell’ente medesimo. La cravatta frangiata deve consistere in nastri tricolorati dai colori nazionali. Le parti metalliche del gonfalone devono essere: argentate per gli stemmi del comune, d’oro per gli stemmi della provincia e del comune insignito del titolo di città. Analogamente i ricami, i cordoni, l’iscrizione e le
bullette a spirale devono essere d’argento per gli stemmi del comune, d’oro per gli stemmi della provincia e del comune insignito del titolo di città.

Gonfalone comunale

Il precedente articolo 4, fornisce inoltre delle indicazioni in merito ai motti: I motti devono essere scritti su liste bifide e svolazzanti dello stesso colore del campo dello scudo, con lettere maiuscole romane, collocate sotto la punta dello scudo.

Non sono invece formalmente menzionate le fronde che accompagnano lo scudo ai lati per poi unirsi al di sotto della sua punta, ma il rinvio alla normativa preesistente per quanto non normato dal decreto in questione, oltre alla loro costante presenza nei bozzetti esemplificativi e nelle faq presenti sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri legittimano la comune interpretazione che esse siano previste, e lo siano con le caratteristiche indicate nelle suddette faq: 7) Le fronde che ornano lo scudo che ruolo hanno? Arricchiscono lo scudo ed effigiano l’alloro e la quercia, con le foglie di verde e con le drupe e le bacche d’oro; tali fronde si pongono legate in basso con un nastro tricolorato con i colori nazionali.

Da annotare infine che il comma 1 dell’art. 4 del già richiamato DPCM del 28/01/2011 precisa che “Gli stemmi ed i gonfaloni storici delle province e dei comuni non possono essere modificati”.

I disegni accompagnatori della presente scheda sono desunti dal testo del DPCM del 28/01/2011.

Testo integrale del Decreto del Presidente del Consiglio del 28 gennaio 2011
.

Articoli correlati: Il “nuovo” stemma di Lugo

decreto
Immagine Comune di Feisoglio: Il Decreto Presidenziale di concessione delle insegne araldiche
17 Aprile 2023
Raffaele Coppola

Cerca negli articoli

Questo servizio è offerto dal Centro Studi Araldici.
Questo servizio è offerto dal Centro Studi Araldici.
Come funziona la ricerca?

Siti Collegati

  • Banner del sito di Stemmario Italiano.
  • Banner del sito del Centro Studi Araldici.
  • Banner del sito del Araldica On Line.
  • Banner del sito Creare Stemmi
  • Banner del sito Araldica TV