Onorificenze certificate

Importante novità presentata nei mesi scorsi da ICOC (International Commission for Orders of Chivalry) e Artvise (società di consulenza nel mondo dell’arte di Londra), è stato infatti creata la piattaforma InArtNft, un sistema per certificare elettronicamente le onorificenze, ma potenzialmente anche i titoli nobiliari e gli alberi genealogici.

L’iniziativa prende le mosse da un’esigenza istituzionale per l’ICOC, e pratica per chi si occupa di arte, ovvero quella di identificare con certezza titoli, onorificenze autentiche e riconosciute, separandole dalle ancora numerosissime “patacche” che infestano il mondo degli ordini cavallereschi, dei titoli nobiliari, e delle onorificenze in generale.

Da qui la sinergia di risorse per creare la citata piattaforma InArtNft, in cui si vogliono convogliare tutti i dati degli insigniti degli ordini cavallereschi e delle onorificenze riconosciute dall’ICOC.

Sotto il profilo organizzativo nella piattaforma dovranno essere dunque raccolti i dati dei titolari delle onorificenze statuali, dati che in buona misura sono già pubblici proprio perchè emanati da enti pubblici, e spesso da tali enti già raccolti ed organizzati in appositi elenchi, ma anche onorificenze di case ex sovrane, la cui gestione ricade nell’ambito privatistico, circostanza che crea involontariamente delle zone grige sfruttate da personaggi senza scrupoli. Questo sarà il fronte d’impegno dell’ICOC, che continuando la sua ormai pluridecennale attività, dovrà trovare gli accordi del caso con le diverse fons honorum e provvedere alla raccolta dei dati, ed alla “certificazione” della loro bontà.

Sotto il profilo tecnico invece Artvise curerà la digitalizzazione e la criptazione dei dati personali raccolti, permettendo di rilasciare una certificazione digitale – assimilata dagli ideatori del sistema ad un antico sigillo in ceralacca – assolutamente incorruttibile, non duplicabile, non manomettibile, e conservato nelle memorie digitali dei registri così distribuiti. Tali certificati potranno agevolmente essere verificati on line sia tramite sito Internet, che tramite un’apposita app (entrambi ancora in fase di attivazione).


Scheda di approfondimento
International Commission for Orders of Chivalry

stemma icoc

L’ International Commission for Orders of Chivalry (ICOC; Commissione internazionale permanente per lo studio degli ordini cavallereschi) è un’organizzazione privata, che non usufruisce di sovvenzioni pubbliche, composta da studiosi di questioni cavalleresche e sistemi premiali. Il suo scopo dichiarato è quello di esaminare gli ordini cavallereschi per determinarne la legittimità. La sua sede si trova a Milano.

La nascita dell’ICOC fu incoraggiata durante il Congresso Internazionale di Scienze Araldiche e Genealogiche di Madrid del 1955, da Vicente de Cadenas y Vicent che riteneva fosse opportuno creare una commissione di studiosi su questioni cavalleresche. Questa idea si è concretizzata nel 1960 durante il 5 ° Congresso Internazionale di Scienze Genealogiche e Araldiche di Stoccolma, sotto la protezione del principe svedese Bertil, duca di Halland (con l’Araldo di Stato di Svezia Gunnar Scheffer come segretario generale), quando si stabilì la formazione di un’apposita Commissione, presieduta da Alessandro Monti della Corte, allo scopo di creare un elenco provvisorio di ordini cavallereschi poi realizzato e presentato nel 1964. Nel 1999 la presidenza dell’ICOC è stata assunta dall’italiano Pier Felice degli Uberti, che ha rivisto e riorganizzato l’attività dell’istituzione appannata da alcuni decenni di gestioni discutibili.

Attualmente, al fine di evitare qualsiasi conflitto di interessi, i commissari che ricoprono importanti cariche in un particolare ordine cavalleresco non possono partecipare alla decisione relativa a tale ordine.

Il più recente registro e elenco provvisorio degli ordini dell’ICOC è stato pubblicato nel 2016.

Sito Internet istituzionale: International Commission for Orders of Chivalry
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Scheda di approfondimento
Gli ordini cavallereschi in Italia

Ordini Cavallereschi

Il conferimento e l’uso di titoli e decorazioni cavalleresche in Italia è disciplinato dagli articoli 7 e 8 della legge n. 178 del 3 marzo 1951, i quali in sintesi stabiliscono che in Italia sono liberamente utilizzabili i titoli e le decorazioni:

1) degli ordini cavallereschi nazionali (Ordine Militare d’Italia, Ordine della “Stella d’Italia”, Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, Ordine Cavalleresco “Al Merito del lavoro”, Ordine di Vittorio Veneto)
2) degli ordini cavallereschi della Santa Sede (Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro
3) del Sovrano Militare Ordine di Malta

Sono invece invece soggette ad autorizzazione da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri, le decorazioni ed i titoli degli “Ordini non nazionali o di Stati esteri”.
Circa l’interpretazioni di quali possano essere considerati “ordini non nazionali“, molto si è discusso, e la dottrina attuale ha portato ad identificarli negli ordini cavallereschi dinastici.
Un elenco degli Ordini non nazionali o di Stati esteri le cui decorazioni almeno in alcuni casi siano state sino ad oggi autorizzate, è stato stilato dall’Ministero dell’Interno.

Gli articoli di legge anzidetti vietano il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati, e specificano che le relative sanzioni siano applicabili anche quando tali conferimenti siano avvenuti all’estero.

Doverosamente va evidenziato come vi siano anche ordini cavallereschi del tutto legittimi, le cui decorazioni però lo stato italiano non ha ancora avuto occasione di autorizzare, oppure vi siano ordini cavallereschi di cui le decorazioni in Italia non vengono autorizzate, per ragioni di opportunità politica (come l’Ordine supremo della Santissima Annunziata, o l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro). Assume dunque particolare rilevanza l’elenco degli ordini cavallereschi valutati legittimi dall’ICOC (Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi – International Commission for Orders of Chivalry), istituzione internazionale privata, che ha redatto un apposito Registro.
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Raffaele Coppola

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