Le novità del “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana”

Il Collegio Araldico ha ufficialmente avviato ieri la propria campagna di aggiornamento e sottoscrizione della XXVI edizione del “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana”.

L’iniziativa era molto attesa dagli addetti ai lavori per scoprire le novità che sarebbero state introdotte nei criteri redazionali dell’opera dalla “nuova gestione” derivante dalla rifondazione nel 2014 del Collegio Araldico*, e dalla costituzione, lo stesso anno, della Libro d’Oro srl, braccio operativo delegato alla realizzazione fisica della storica opera.

Riportiamo allora di seguito il testo della comunicazione fatta dallo stesso Collegio Araldico, in cui proprio tali innovazioni vengono descritte:

Allorché la società Libro d’Oro, costituita nel 2014 da 83 gentiluomini di ogni parte d’Italia appartenenti al Corpo della Nobiltà Italiana (CNI), editò la XXV edizione (2015–2019) del Libro d’Oro, dato il poco tempo a disposizione decise di non apportare modifiche a quanto sino allora pubblicato, fatti salvi ovviamente gli aggiornamenti personali e la correzione di evidenti errori.
Per la XXVI edizione in preparazione, fatti salvi i principi già indicati per la precedente edizione, al fine di rendere più chiari i volumi e, parallelamente, per garantirne una maggior attenzione storica e nel contempo maggior leggibilità, anche attraverso l’ingrandimento del carattere tipografico, saranno effettuate alcune novità:

  • al fine di rendere evidente il motivo storico della presenza di ogni famiglia nel Libro d’Oro si riporteranno per esteso i titoli nobiliari (con eventuale annotazione della data del primo provvedimento), con espressa indicazione –tipologia e data del documento– dei riconoscimenti effettuati dalla Consulta Araldica del Regno d’Italia, anche attraverso l’inserimento delle famiglie negli Elenchi Ufficiali del 1922 e del 1933.
    Saranno parimenti indicati i provvedimenti di giustizia emanati dal Corpo della Nobiltà Italiana e gli accertamenti nobiliari effettuati dal Sovrano Militare Ordine di Malta, riservandosi la Redazione di valutare caso per caso.
  • Analogamente, per quanto riguarda i titoli concessi successivamente al 1946 da parte di S.M. il Re Umberto II, dai Sovrani Pontefici e dalla Repubblica di San Marino, verranno riportati estesamente gli estremi della concessione.

Come per le precedenti edizioni, saranno contrassegnate:

  • con un asterisco (*): le famiglie, le quali, avendo ottenuto dal Regno d’Italia, fra il 1861 ed il 1946, un provvedimento di giustizia o di grazia, erano registrate nel “Libro d’Oro” della Consulta Araldica del Regno, manoscritto ora depositato presso l’Archivio Centrale dello Stato;
  • senza alcun contrassegno: le famiglie le quali, pur non avendo avuto a loro favore alcun atto formale fra il 1861 ed il 1946, erano inserite negli Elenchi Ufficiali Nobiliari del 1922 o del 1933.
  • con un piccolo cerchio (°): le famiglie che, previa esibizione della documentazione relativa, abbiano avuto:
    • provvedimenti di grazia di S.M. il Re Umberto II, non trascritti presso la Consulta Araldica;
    • provvedimenti di giustizia del Corpo della Nobiltà Italiana;
    • atti sovrani dei Sommi Pontefici (successivi al 1870) o della Repubblica di San Marino (successivi al 1861) per i quali non sia intervenuto prima del 1946 l’autorizzazione all’uso in Italia;
    • sempre con un piccolo cerchio saranno contrassegnate le famiglie ricevute, seppur prive di altri riconoscimenti, dal Sovrano Militare Ordine di Malta nelle categorie di cavalieri che richiedono prove nobiliari in seguito alla presentazione delle necessarie prove, fatto salvo quanto scritto più sopra.

I Cenni Storici, a volte, nelle precedenti edizioni, veramente troppo dettagliati, dovranno essere contenuti entro le mille battute, salvo specifiche richieste secondo le indicazioni contenute nella Scheda di prenotazione. Nel caso in cui non si ricevano le riduzioni alle mille battute, la Redazione si riserva di rimandare i Cenni Storici alle precedenti edizioni.

Gli Stati personali, per ritornare allo spirito originario delle prime edizioni, saranno sostanzialmente limitati ai componenti viventi, aggiornandoli alle persone nate a partire dall’anno 1900 e saranno contenuti nelle seicento battute a persona, salvo specifiche richieste secondo le indicazioni contenute nella Scheda di prenotazione. Nel caso in cui non si ricevano le riduzioni alle seicento battute, la Redazione si riserva il diritto di riportare solo i dati essenziali.

Ben comprendendo come in alcuni casi la storia familiare o lo stato personale siano particolarmente significativi, nel caso si desideri pubblicare notizie aggiuntive, sia storiche che biografiche, verrà chiesto un contributo, come specificato nella Scheda di prenotazione.
Analogamente, riprendendo un’antica tradizione, le famiglie che lo desiderino potranno pubblicare il proprio stemma a colori, a piena pagina.

Gli altri criteri che hanno caratterizzato le precedenti edizioni permango, e in particolare:

  • esigenze tipografiche e impossibilità di controllare tutte le posizioni potrebbero non consentire di riportare tutte le famiglie ed i relativi stati personali completi. È ovvio che la mancata menzione di una famiglia non pregiudica i suoi diritti nobiliari ed i suoi attributi morali.
  • in continuità con gli Ordinamenti Nobiliari Italiani del 1929 e del 1943, i figli di donna nobile che hanno assunto il cognome della madre, i figli nati fuori dal matrimonio nonché quelli adottivi non vengono pubblicati nello Stato personale, non succedendo nei titoli e predicati nobiliari.
  • nella seconda parte saranno annotate alcune famiglie che vennero nel passato pubblicate dal Collegio Araldico. Sempre per quanto riguarda la seconda parte, eventuali ulteriori istanze verranno valutate dalla Redazione che si riserva in ogni caso la facoltà discrezionale della relativa pubblicazione”.

*Nell’occasione si è aperto un contenzioso con l’editore Ettore Gallelli, che a sua volta avviò la pubblicazione di un’altra opera dalla denominazione molto simile, il “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana – Nuova serie corrente”, sotto l’egida di un altro ente che pure nacque per l’occasione sempre nel 2014, il “Collegio Araldico Romano”; per gli approfondimenti si rimanda a: E’ guerra intorno al “Libro d’Oro”

Per approfondire: Collegio AraldicoLibro d’Oro Srl

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8 maggio 2020
Raffaele Coppola

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