Restaurato il “Libro d’Oro” di San Miniato

Concluso l’intervento di restauro del Libro d’oro di San Miniato, primo progetto sostenuto con la formula dell’Art Bonus, ad essere stato terminato. Il volume, conservato all’interno dell’Archivio storico comunale, è un prestigioso e monumentale repertorio araldico che raccoglie gli stemmi delle famiglie nobili sanminiatesi e registra le presenze illustri nella città di San Miniato, nel quale sono contenute anche le registrazioni dell’iscrizione al grado nobile delle famiglie sanminiatesi. Secondo la legge sulla Nobiltà e cittadinanza del Granducato di Toscana del 1750, infatti, San Miniato era una delle 14 Città del Granducato che potesse conferire il grado nobile a chi, in possesso dei requisiti specifici, ne facesse richiesta.

Distrutto il primo registro negli anni novanta del XVIII secolo, l’attuale porta la data del 1822 e ha aggiornamenti fino agli anni cinquanta del XIX secolo. A presentare i dettagli di un intervento delicato ed importante, sono stati questa mattina gli amministratori, gli studenti della classe 4AA dell’IT Cattaneo che l’anno scorso ha realizzato un lavoro dedicato al Libro d’oro all’interno del progetto “A scuola d’archivio”, il restauratore Claudius Schettino e l’archivista del Comune di San Miniato Laura Guiducci, che hanno mostrato il volume esposto in Sala del Consiglio fino al 30 giugno, all’interno di una teca di vetro, con il permesso della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.

L’intervento ha previsto la pulizia a secco e la deacidificazione non acquosa delle carte, oltre il risarcimento degli strappi e la velatura delle cornici degli stemmi con carta giapponese di adeguato colore e grammatura. Per la coperta, dopo un trattamento chimico, è stata effettuata la rilubrificazione liquida con soluzione di olio di piede di bue e umidificazione ad ultrasuoni della pelle. La legatura delle carte è stata poi rinforzata mediante il distacco del dorso della copertina, il raddrizzamento del dorso del volume grazie alle foderature in carta di fibra di cotone e la reindorsatura con pelle conciata al vegetale.

Il costo complessivo del restauro è stato di 3.708 euro, contributi ottenuti grazie alle donazioni dell’Azienda Speciale Farmacie, della Pallets Bertini Group e della Glc Srl. Positivi quindi i primi riscontri del sistema di incentivi fiscali, introdotto dal decreto Cultura varato nell’estate 2014 e reso permanente dalla legge di stabilità 2016, in favore di privati, enti o società che decidono di fare mecenatismo, cioè di effettuare erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, il cui credito d’imposta, pari al 65% dell’erogazione liberale, è detraibile in 3 anni.

Da segnalare infine che nel 2017 i contenuti del Libro d’oro di San Miniato sono stati oggetto di un omonima pubblicazione curata da Michele Fiaschi, noto cultore dell’arte del blasone, ispiratore del gruppo Facebook “Italia Araldica” e consigliere comunale di San Miniato, opera destinataria di una nota di merito nell’ambito del Gran Premio Scudo d’Oro.

Articoli correlati: Attestato di merito per il video-documentario “San Miniato e i suoi stemmi”; Gran Premio Scudo d’Oro 2017 ad “Araldica Benacense e Valsabbina”

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Il Libro d'Oro di San Miniato

La copertina de “Il Libro d’Oro di San Miniato” a cura di Michele Fiaschi opera destinataria di una nota di merito nell’ambito del Gran Premio Scudo d’Oro edizione 2017

23 maggio 2019
Redazione

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