Araldica della Valle Telesina

<La dotazione di un emblema è soggetta da una legge del ’43, aggiornata in parte nel 2011, che disciplina nel dettaglio la sua composizione>. A partire da questo assunto, Antonello Santagata, studioso appassionato di araldica, spiega ai lettori del sito Vivitelese.it numerose curiosità relative alle forme che devono avere gli elementi presenti negli stemmi civici, anche se con qualche concessione al simbolismo che in realtà con l’araldica poco ha a che fare. Qualche esempio? Lo scudo in cui inserire le figure deve essere quello cosiddetto “sannitico moderno”. La corona che sovrasta lo scudo è diversa a seconda che si tratti di Province (vi è l’aggiunta di due rami, uno di alloro ed uno di quercia), di Comuni insigniti del titolo di Città (che sono quei comuni che il Presidente della Repubblica riconosce come “insigni per ricordi o monumenti storici o per attuale importanza”) che hanno una corona con cinque torri visibili; o, infine, dei semplici Comuni che hanno una corona con tre torri visibili. Lo stemma, poi, viene “blasonato” con l’aggiunta all’interno di elementi che possono essere araldici, naturali ed ideali delle cui caratteristiche si occupa la cosiddetta “araldica civica” che molto conserva della “araldica nobiliare”, non più tutelata con l’avvento Costituzione repubblicana.

Queste e tante altre curiosità sono contenute nel testo fruibile al link Vivitelese

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Pagine di un antico stemmario italiano

 

 

19 marzo 2019
Adriana Morlacchi

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