I rapporti tra Chieri e Asti alla fine del Medioevo

L’Archivio di Stato di Asti, in collaborazione con Alice Raviola dell’Università degli Studi di Milano, promuove le “Conversazioni del Giovedì, chiacchierate di storia e arte”, approfondimenti gratuiti ed aperti a tutti gli interessati. L’appuntamento del prossimo 7 marzo (alle 17) sarà con Luisa Gentile dell’Archivio Storico di Torino. Il titolo del suo intervento è: “Tra Chieri e Asti. I Mazzetti, I Baronis e Visca, i Bay e le loro carte nell’Archivio di Stato di Asti”.

Le città di Chieri e Asti sono state in strettissimi rapporti sin dalla fine del Medioevo. Si parlerà del ruolo di quattro famiglie, con i loro diversi percorsi di ascesa sociale: le casane, sino alle Fiandre, per i Mazzetti, e più tardi i Bay, la mercatura per i Baronis e il notariato per i Visca. <Percorsi – si legge sul sito www.atnews.it – che culminarono nell’investimento dei loro redditi in diritti signorili. E poi l’inserimento nella feudalità sabauda, che per i Baronis e i Visca si svolse senza scosse, ma per i Mazzetti fu una vicenda sofferta: il loro feudo di Frinco, che fino al XVII secolo dipese direttamente dall’Impero, rappresentava un’isola di giurisdizione (con tanto di monetazione a sé) intollerabile per lo Stato sabaudo. Dalle carte di queste famiglie, conservate presso l’Archivio di Stato di Asti, emerge anche come il rapporto con le comunità in cui risiedettero (Chieri, Riva, Buttigliera, Valfenera, Frinco, Saluggia…) lasciò non di rado segni visibili nelle architetture, proseguendo ben oltre l’Antico Regime e l’eversione della feudalità>.
Luisa Gentile (Torino, 1974) ha studiato storia medievale sotto la guida di Renato Bordone, Christian Guilleré e Guido Castelnuovo, conseguendo un dottorato di ricerca presso le Università di Torino e Savoie-Mont Blanc (Chambéry). Al contempo si è formata a Torino come archivista storica: ha praticato la libera professione fino al 2010, operando anche ad Asti, dove ha riordinato diversi fondi familiari conservati presso l’Archivio di Stato e il Centro Studi Alfieriani e alcune serie antiche dell’Archivio storico della Città. Dal 2011 è funzionario archivista presso l’Archivio di Stato di Torino, dove è responsabile della sala di studio della sezione Corte.
I suoi studi vertono principalmente su corti e aristocrazie alla fine del Medioevo in Piemonte e Savoia, e sui vari ambiti della rappresentazione rituale ed emblematica (araldica, sigillografia, cerimoniale) dal Medioevo al XIX secolo. Ha pubblicato, tra gli altri, Riti ed emblemi. Processi di rappresentazione del potere principesco in area subalpina (XII-XVI secolo), Torino 2008.

Foto Centro Studi Araldici: Conferenza araldica a Garbagnate Milanese

5 marzo 2019
Adriana Morlacchi

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