Famiglie Nobili di Spada

Sul finire dell’estate, a Nicosia nella parte più remota e bella della Sicilia, si è svolto un Convegno Internazionale che ha dato voce alla Storia e ai suoi protagonisti. In una cornice di inestimabile valore, nella magnifica chiesa di San Vincenzo Ferreri, si è tenuto giorno 30 settembre e durante il mattino del 1 ottobre un evento che ampia eco ha avuto in tutta l’isola.

Il convegno, a cui hanno partecipato esponenti della cultura locale e internazionale, è stato organizzato dall’Ecomuseo Petra D’Asgotto e dalla Società Nissena di Storia Patria, il comitato organizzatore coordinato da: Giovanni D’Urso, Salvatore La Monica, Luigi Santagati ha lasciato in quanti hanno partecipato all’evento una sensazione di efficienza e di eleganza formale che è stata apprezzata ampiamente. Ma veniamo al Convegno e ai suoi protagonisti, dopo i saluti del Sindaco di Nicosia, Luigi Salvatore Bonelli e la presentazione di Giovanni D’Urso, l’Arch. Luigi Santagati (Soc.Nis.Stor.Patria) ha introdotto l’argomento dell’esteso dibattito ovvero la Formazione della Nobiltà di spada in Sicilia, una categoria della «nobiltà ereditaria» costituitasi a partire dal XI sec. allorquando alla nobiltà cavalleresca e feudale si contrappose una nobiltà curiale, fatta di funzionari regi e di notari insigniti di qualche dignità. In Francia dove questa contrapposizione si radicò nella cultura aristocratica favorì l’identificazione di questa categoria con i gentilhommes discendenti dai militi franchi al servizio del Re. Ai membri di questa nobiltà di «spada» furono concessi in Sicilia come anche in Europa, alcune deroghe nelle procedure giudiziarie, l’esclusione dalla pene più infamanti come ad esempio l’impiccagione, ma anche e soprattutto l’esenzione da alcune tasse e l’agognata patente per «portare» la spada (scramax). Ai discendenti di queste casate durante tutto il Medioevo si concessero oltre alle consuete prebende anche prestigiose cariche civili e religiose. Il lento declino per questi nobili d’antico lignaggio ebbe pur tuttavia inizio con la nascita dei «comuni» e l’inarrestabile ascesa della borghesia mercantile. A questi nobili cavalieri presto si sostituì una agguerrita «nobiltà di toga» che nell’esercizio delle cariche civili avrebbe radicato il proprio prestigio come anche il suo spessore genealogico.

Dopo l’eccellente introduzione si sono susseguiti con straordinaria perizia scientifica: Salvatore Lo Pinzino con la relazione: Gli Sperlinga ossia i duchi di Sperlinga della Gens Onetorum, Emanuele Giarrizzo con la dissertazione: I Gaetani e l’opposizione aristocratica ai Borbone di Napoli. 1735, 1773, 1812 e 1860. Quindi in successione si sono avvicendati: Giovanni D’Urso, con un approfondimento dedicato ai La Via, baroni di Buterno e Grado; Antonio Barone con un saggio appassionato dedicato ai Santapau, signori delle terre di Licodia, tra politica e mecenatismo culturale; Vittoria Alliata con una documentata revisione genealogica dal titolo: Mavult principem esse quam videri: motto, progetto e mito di due casate; Henry Bresc dell’Università di Parigi Nanterre (Francia) con il saggio: Migrazioni aristocratiche in Sicilia, quindi in chiusura della prima giornata ha intrattenuto i presenti Lina Scalisi con il saggio storico-politico: Carriera militare e ascesa politica degli Aragona Tagliavia.

A questi interventi che non hanno mancato di suscitare nei presenti emozione e soddisfazione per quanto dettagliato e comunicato, si è aggiunta il giorno 1 ottobre una mattinata intensa e fervida di spunti per la riflessione e il proseguimento degli studi. Il compito di aprire i lavori della domenica è stato affidato a César Requesens dell’Universidad de Granada (Spagna) con una magnifica relazione che ha avuto per oggetto: Emanuele Requesens, patriota palermitano e principe, sono quindi intervenuti nell’ordine: Salvatore La Monica con I Barresi di Sicilia, Spagna e Francia; Maria Antonella Balsano con Le grandi famiglie siciliane promotrici dell’attività musicale in Sicilia. Il convegno si è quindi protratto, tra il plauso e il gradimento generale, con l’attesissimo intervento di Giacomo Pace Gravina che ha presentato un saggio dedicato alla Stirpe del Gaipa: Casa Gravina. Dopo una gradevole pausa di intrattenimento i lavori sono stati ripresi alle ore 12:00 da Vittorio Ricci che ha intrattenuto il pubblico con una ricercata ricostruzione storica: Una coppia reale nella Palermo del XVII secolo: il Contestabile Federico Colonna e la moglie Margherita d’Austria e Branciforti. La chiusura è stata affidata allo storico gangitano Salvatore Farinella che ha affascinato i presenti con una ricostruzione ineffabile dedicata ai Graffeo principi di Gangi e marchesi di Regiovanni. Breve vita di un casato 1625.1654. Aggiunte documentarie alle notizie sulla famiglia.

All’evento, che di certo ha contribuito alla migliore conoscenza delle Storia della Sicilia, hanno partecipato parecchi esponenti e discendenti delle antiche famiglie aristocratiche che con la loro presenza hanno reso ancor più raffinata la platea degli intervenuti, a questi come anche agli organizzatori, al Comune di Nicosia, agli Enti Locali, ai soci della Società Nissena di Storia Patria come anche e soprattutto all’Ecomuseo Pietra D’Asgotto spetta il merito di aver saputo riportare alla luce un illustre passato che non può rimanere sepolto nella polvere degli Archivi. Gli Atti del Convegno saranno quanto prima pubblicati a cura della Società Nissena di Storia Patria.

(Salvatore Distefano)

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Foto Mario Bianchi: Immagine d’archivio di un convegno araldico a Torino

22 novembre 2017
Redazione

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