Stemma di S.E. Frà Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto

Riceviamo e volentieri pubbliciamo la presentazione commentata del nuovo stemma di S.E. Frà Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto Luogotenente di Gran Maestro del S.M.O.M., curata da Giorgio Aldrighetti, già apparsa sull’ultimo numero di Nobiltà, a cui comunque si rimanda per l’apparato iconografico di corredo e per le note al testo, che in questa occasione sono state omesse.

“Inquartato: nel 1° e nel 4° di rosso alla croce piana d’argento; nel 2° e 3° d’azzurro, alla torre quadrata al naturale, finestrata (2) e chiusa del medesimo, mattonata di nero, merlata alla guelfa di quattro pezzi, cimata da una croce latina d’argento, fondata sopra un monte cucito di verde, accompagnata in capo da due stelle (6) d’argento. Lo scudo è accollato alla croce di otto punte e patente, d’oro, smaltata di bianco e contornata dal Paternostro di nero, con la crocetta ottagona pendente, d’argento”.
Nella blasonatura, figura un inquartato1, che in questo stemma prende il nome di “inquartato melitense”, riservato solo agli scudi dei Principi Gran Maestri e ai Luogotenenti di Gran Maestro del Sovrano Ordine, dove nel primo e quarto quarto figura l’insegna statuale dell’Ordine “di rosso alla croce piana d’argento”, mentre nel secondo e terzo quarto, l’arme gentilizia propria del Gran Maestro o del Luogotenente di Gran Maestro.
Nei primi secoli di vita dell’Ordine di san Giovanni, era uso dei Gran Maestri accostare il proprio stemma a quello, isolato, con la croce piana dell’Ordine; poi presero a porla nel capo finché, nel XV secolo la usarono nel cosiddetto “inquartato melitense”. L’onore di inquartate il proprio stemma con la croce piana d’argento in campo di rosso – insegna statuale dell’Ordine di Malta – ovviamente nel 1° e 4° quarto, è riservato solo a Sua Altezza Eminentissima il Principe e Gran Maestro e, in mancanza di questi, a Sua Eccellenza il Luogotenente di Gran Maestro. Tale uso sarebbe iniziato con il XL Gran Maestro Frà Pierre d’Aubusson (1423-1503); per altri, già con Frà Hélion de Villeneuve (morto nel 1346) o con Frà Giovan Battista Orsini (1467-1476), senza dimenticare, secondo altri studiosi, Frà Nicolas Lorgne (morto nel 1284). I predecessori portavano, invece, la propria arma piena, collocandola, per rispetto, alla sinistra araldica dell’altro scudo caricante la croce statuale dell’Ordine. Per la torre che figura caricata nello scudo, ricordiamo che simboleggia nobiltà antica e generosa. Nell’araldica inglese, invece, è raro trovare una torre caricata in uno scudo, dove appare, per lo più in stemmi di guardiani o conestabili di tali fortilizi. Numerosa, invece, è la presenza di castelli, sempre negli scudi anglosassoni. La presenza della torre nello stemma di Sua Eccellenza Frà Giacomo Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto, porta a definire tale insegna con l’appellativo di “parlante”. Infatti, con tale termine, s’intendono quei simboli, caricati negli scudi, che contengono delle figure che, per il loro nome o per la loro immagine, richiamano più o meno direttamente il nome o la funzione del proprietario di tali blasoni. Sempre nella blasonatura riscontriamo il termine araldico di “mattonato”, che designa un fabbricato di mattoni, che ha gli interstizi – fra mattone e mattone – di smalto diverso da quello delle mura. Merlato “alla guelfa”, ricorda, invece, che i merli sono piani. Ricordiamo, con l’occasione, che quelli “alla ghibellina” sono, nvece, a coda di rondine. Con il termine di “croce latina”, s’intende la croce7, il cui braccio verticale ha una lunghezza maggiore di quella trasversale, che incrocia a un terzo della sua altezza a partire dall’alto.
Troviamo, poi, il monte “cucito” di verde. Con tale inusuale termine blasonico, s’intende la presenza di pezze e figure di metallo, poste su altre di metallo, o di pezze e figure di colore, poste su altre di colore, come nel nostro caso, con l’azzurro del cielo e il di verde della montagna. È un qualificativo di tolleranza, che occorre sempre blasonare. Il “di verde” del monte, lo vediamo nello scudo della casa gentilizia Dalla Torre, nel monumentale armoriale: Famiglie Nobili delle Venezia, a cura di Italo Quadrio, edito dall’Associazione Nobiliare Regionale Veneta – Corpo della Nobiltà Italiana, Udine, 2001, negli stemmi presenti nel Gran Priorato di Lombardia e Venezia, dove Sua Eccellenza Frà Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto è stato Gran Priore, negli anni Novanta dello scorso secolo, e nella sede del Gran Priorato di Roma, dove dal 24 gennaio 2009 lo vediamo Gran Priore. La presenza di una o più stelle, a sei raggi, caricate in uno scudo, come nel nostro caso che sono due, simboleggia la mente rivolta a Dio, la finezza d’animo, la fama e la nobiltà illustre.
Per la croce di otto punte e patente, d’oro, smaltata di bianco11, ricordiamo che figura nella decorazione metallica – mentre il nastro dell’Ordine è di seta ondata di nero. Ricordiamo, a tal punto, che la croce piana d’argento – o di bianco, se caricata nel drappo di rosso della Bandiera – è invece la croce statuale del Sovrano Ordine e compare nel cosiddetto “inquartato melitense” negli scudi dei Gran Maestri e in quelli dei Luogotenenti di Gran Maestro, mentre nel capo, il cosiddetto “capo di Malta”, negli scudi dei Balì professi e dei Balì di Onore e Devozione. Infine, con il termine blasonico “Paternostro”, s’intende la corona dal santo rosario. Lo troviamo, smaltato d’argento, tra gli ornamenti esteriori, negli stemmi dei Gran Maestri, mentre di nero, negli stemmi dei Luogotenenti di Gran Maestro.
Il Paternostro d’argento, figura, altresì, negli stemmi di tutti gli altri cavalieri del ceto di Giustizia, e ai Gran Priorati, anche se frequentemente, si osservano degli stemmi con accollato il paternostro d’oro o ancor peggio, con i grani maggiori di rosso.
Negli stemmi dei Gran Maestri possono figurare – sempre tra gli ornamenti esteriori – il Paternostro o il Collare magistrale, a seconda che si voglia indicare l’aspetto religioso o quello statuale. Quale atto della nostra devozione per il Sovrano Ordine, riportiamo la nostra blasonatura dello stemma del 79° Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, Sua Altezza Eminentissima Frà Matthew Festing: “Inquartato: nel 1° e nel 4° di rosso alla croce d’argento; nel 2° e 3° d’azzurro, all’aquila spiegata d’oro, lampassata di rosso, accompagnata nei cantoni destro e sinistro del capo ed in punta da tre torri circolari d’argento, merlate di cinque pezzi, chiuse dello stesso, e finestrate a croce del campo. Lo scudo è accollato alla croce di otto punte e patente, d’oro, smaltata di bianco e contornata dal collare di Principe e Gran Maestro; il tutto su di un manto di velluto di nero, seminato con crocette di Malta, foderato di armellino, frangiato e legato ai lati, in alto, con cordoni d’oro, con il colmo timbrato dalla corona principesca, chiusa dello stesso, gemmata e perlata al naturale, con tocco di nero, i bracci sostenenti un globo crociato e cimato da una crocetta di Malta, d’oro, smaltata di bianco”.
Nel corso della stesura delle presenti note, ci siamo accorti che per lo stemma dei Dalla Torre Del Tempio14 di Sanguinetto, figurano, più versioni, diverse tra di loro, riportate in testi autorevoli. Nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, edito dal Collegio Araldico, Roma e nell’Elenco Storico della Nobiltà Italiana, edito dal Sovrano Militare Ordine di Malta, Città del Vaticano, 1960, il monte, caricato nello scudo, figura al naturale, mentre in un altro testo, nell’illustrazione di uno scudo “Partito”, troviamo nel primo, sempre lo stemma dei Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto, ma con le due stelle punteggiate e quindi d’oro, con la torre di rosso, merlata “alla guelfa” di tre pezzi, oltre al monte di verde.
Probabilmente, siamo in presenza della “brisura”, ma questa è un’altra storia.
Si ringrazia, per l’intelligente e fattiva collaborazione, gli araldisti Pier Felice degli Uberti, presidente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano, Andrew Martin Garvey, Enzo Parrino e Giorgio Sartor. Un fraterno grazie va esteso anche a Carlo Cerrina, Paolo Fabris de Fabris, Michele Rosada e Dario Salvagno del Sovrano Militare Ordine di Malta, senza dimenticare Andreas Ceschi a Santa Croce.

Giorgio Aldrighetti

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Stemma dei di Sua Ecc.za Frà Giacomo Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto, Luogotenente di Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta disegnato da Enzo Parrino e ideato da Giorgio Aldrighetti

29 agosto 2017
Redazione

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