Custodes Sancti Sepulchri

Presso il Chiostro del Palazzo Borgia a Pienza, sabato 12 agosto 2017 alle ore 17.30, verrà presentato il dodicesimo volume della collana “Domus Templi” delle “Edizioni Effigi” del Cav. prof. Alessio Varisco, direttore di Antropologia Arte Sacra. All’evento sarà presente il vicesindaco di Pienza, avv. Giampietro Colombini, oltre ad altre autorità civili, militari e religiose.

“Custodes Sancti Sepulchri” è un libro di 500 pagine sulla presenza nei Loca Sancta dei cristiani e in particolare i culti sviluppatisi in occidente derivanti da quelli gerosolimitani che hanno portato al determinarsi di una particolare architettura che riproduce l’Anastasis di Gerusalemme -Città Santa per le tre Religioni del Libro-, comunemente detta di “Translatio Hierosolymae” che si esprime anche nella devozione polare.

Il prof. Varisco -come sottolineano nelle loro prefazioni Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Pierbattista Pizzaballa, arcivescovo di Verbe, Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme e pro Gran Priore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Sua Eccellenza Reverendissima mons. Angelo Mascheroni, Vescovo titolare di Foro Flaminio già Ausiliare del Cardinale Arcivescovo di Milano, e Sua Paternità Reverendissima Fr. Francesco Patton, 168° Custode di Terra Santa- spiega il culto determinatosi in Cismare al Mandylion, al volto acheropita, alla Sacra Sindone, ai Volti Santi (di Sarzana, Lucca, Sansepolcro e Abbadia Sansalvatore), ma soprattutto la devozione determinatasi mediante la costruzione di “Santuari ad instar” che riproducevano il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Inoltre, nella Toscana così come in Tirolo e in Boemia si sono determinati culti caratteristici nella Settimana Santa, con particolare riferimento al Venerdì Santo che integrano le Sacre Liturgie con le cosiddette “Giudeate” –Sacre Rappresentazioni- che vedono la partecipazione della gente del luogo. Monumentali in Val d’Orcia, oltre a quella di Radicofani, di molte Confraternite che vitalizzano la prassi del Cristo Morto processionale accompagnato dalle comunità di fedeli.

La sede del Palazzo Borgia, magnifico esempio di architettura umanista del terzo quarto del XV secolo, che ospita il Museo Diocesano di Pienza da anni accoglie gli approfondimenti del professore sulla presenza di Cavalieri degli Ordini Militari in territorio senese. L’area pientina mostra parecchi punti di contatto con i Loca Sancta: la presenza a “Pian Porcino” degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, poi di Cipro, di Rodi e infine di Malta (richiamati nell’araldica civica senese), i Fratres Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem, meglio noti come “Cavalieri Teutonici”, nel castrum di “Monticlu”, l’attuale stupendo borgo fortificato di Monticchiello. Inoltre, il culto lasciato da entrambe le Sacre Milizie, giovannita e teutonica, ha determinato alcuni aspetti devozionali quali Santa Caterina d’Alessandria presente in alcuni bassorilievi del XIII secolo intra moenia, provenienti da un’antica chiesetta giovannita ora distrutta, poi determinatasi nel complesso rupestre di Santa Caterina che ospitava i monaci eremiti. Dal punto di vista etnoantropologico questo magnifico, purtroppo non valorizzato, manufatto è una riproduzione dell’Anastasis gerosolimitana e del complesso del Martyrion; interessante è pure la presenza di una cappella mariana da cui una fonte di acqua calcica consentiva alle partorienti senza latte di aumentare la secrezione post partum. Questi culti presenti a Pienza anche in località Pianoia dove le cosiddette “pocce lattaie” consentivano di raccogliere l’acqua che aumentasse alle partorienti il latte sono oggetto di studio. Al di sopra del Romitorio di Santa Caterina d’Alessandria, che il Cav. Varisco ha pubblicato anche della storia del complesso monastico nel deserto del Sinai (custodente una delle Biblioteche meglio rifornite al mondo) e la cronotassi degli abati, oggi sorge una stupenda chiesa dedicata alla Caterina senese, altra Santa venerata nel mondo, che non è come quella egiziana patrona dei Cavalieri. Un libro da leggere sui misteri del Santo Sepolcro, sulla faleristica della Custodia Terrae Sanctae, Patriarchatus Latinus e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e sui legami fra l’Occidente e l’Oriente.

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Alessio Varisco

10 agosto 2017
Redazione

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