Libro d’Oro Srl

Un nuovo attore di assoluto rilievo si è affacciato nelle settimane scorse sulla scena che ha per protagonista la vicenda editoriale del “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana”. Ci riferiamo alla “Libro d’Oro S.r.l.”, società costituita a Torino lo scorso 6 ottobre, e che vede il coinvolgimento di alcuni fra i più attivi e noti nomi dell’aristocrazia italiana.

A suscitare l’interesse di coloro che si occupano di araldica e/o di diritto nobiliare, sono i progetti di questa nuova società, che indica come oggetto sociale l’attività editoriale “nei campi della storia, dell’araldica e della genealogia con particolare riferimento alle famiglie nobili italiane” e soprattutto la circostanza che ha portato la neo costituita società ad acquisire i diritti editoriali in mano a Roberto Colonnello Bertini Frassoni – già plenipotenziario del Collegio Araldico di Roma  – relativi al “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana” e alla “Rivista Araldica”,  il primo stampato in XXIV edizioni dal 1910 al 2010, la seconda dal 1903 allo stesso 2010, dal prestigioso ente romano, che fa parte anche della CIGH (Confédération  Internationale  de  Généalogie  et  d’Héraldique).

La composizione della “Libro d’oro Srl”

La nuova compagine societaria vede quale Presidente del Consiglio d’Amministrazione don Alberto Notarbartolo di Villarosa principe di Furnari, mentre Consiglieri sono Fabrizio Antonielli d’Oulx e di Costigliole (che è anche Amministratore Delegato), e Tomaso Ricardi di Netro e di Groscavallo; attualmente la nuova società annovera 32 gentiluomini quali soci fondatori: Vincenzo Amat di San Filippo, Alessandro Antonielli d’Oulx e di Costigliole, Fabrizio Antonielli d’Oulx e di Costigliole, Marianna Antonielli d’Oulx e di Costigliole, Antonello del Balzo di Presenzano, Salvatore Bordonali, Giannotto Cattaneo della Volta, Paolo Fabris de Fabris, Umberto Ferrari, Marcello Maria Fracanzani, Carlo Gustavo di Gropello, Massimo l’Hermite de Nordis di Dernazacco, Baldassarre Incisa di Camerana Mamoli, Alberico Lo Faso di Sarradifalco, Francesco Ferrante Lombardo di San Chirico, Francesco Alessandro Magni, Carlo Emanuele Manfredi, Giancarlo Melzi d’Eril, Gustavo Maria Mola di Nomaglio, Giovanni Maria Ludovico Necchi Villa della Silva, don Alberto Notarbartolo di Villarosa principe di Furnari, Emanuele Olmi, Simone Orengo, Giovanni Battista Alcherio Maria Origoni della Croce Gaspari, Pietro Passerin d’Entrèves e Courmayeur, Luca Paveri Fontana di Fontana Pradosa, Riccardo Pongelli Benedettoni, Tomaso Ricardi di Netro e di Groscavallo, Giovanni Riccardi Candiani, Clemente Alessandro Feltrino Riva di Sanseverino, Narciso Salvo di Pietraganzili e Roberto Maria Colombo Sandri Giachino. Ma il numero dei soci fondatori è destinato a crescere, tanto che  nell’ultima assemblea dei soci dello scorso 27 ottobre è stato deliberato un aumento di capitale che ci risulta aver già incontrato l’interesse di diversi nuovi sottoscrittori, a testimonianza dell’attenzione che l’iniziativa sta raccogliendo soprattutto nel mondo dell’aristocrazia italiana.

I rapporti con U.N.I. e A.S.N.I.

Secondo quanto appreso, la “Libro d’Oro Srl” allo scopo di trovare un accordo ha già preso contatti con gli altri due protagonisti della vicenda, l’Unione della Nobiltà Italiana e l’Associazione Storico Nobiliare Italiana, che a diverso titolo sono coinvolti con la pubblicazione dello storico repertorio nobiliare italiano perché – ci fanno sapere da Torino, dove ha sede la neonata Srl -: “Appare infatti assurdo alla “Libro d’Oro srl” e a tutti i suoi soci, condurre scontri legali su argomenti che dovrebbero vedere uniti i i gentiluomini italiani”.

U.N.I.

L’emblema dell’Unione della Nobiltà Italiana

Le posizioni delle due associazioni sono però molto diverse fra loro, infatti l’U.N.I. ha scelto la strada della contrapposizione al Collegio Araldico e, come ricordato proprio attraverso le colonne del nostro giornale dal suo presidente Ettore Gallelli, ha già registrato la testata “Rivista Araldica – nuova serie” e depositato il marchio “Libro d’Oro” in diverse modalità (deposito mai effettuato dal Collegio Araldico), e lo scorso mese di luglio ha presentato la XXV edizione del “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana”, quale “naturale” prosieguo della pubblicazione curata in passato proprio dal Collegio Araldico, rivendicando per se tutti i diritti editoriali relativi, e – almeno apparentemente, proprio attraverso l’intervista rilasciataci – chiudendo la porta ad ogni possibile accordo con la “Libro d’Oro Srl” con cui dunque si profila uno scontro legale.

L'insegna dell'Associazione Storica della Nobiltà Italiana

L’insegna dell’Associazione Storica della Nobiltà Italiana

Diversa invece la posizione dell’A.S.N.I., che si è accreditata di una sorta di investitura da parte del Collegio Araldico, tanto da “avere dato il via alla Campagna aggiornamenti per la raccolta dati per la pubblicazione della prossima edizione del Libro d’oro della Nobiltà Italiana (del Collegio Araldico), edizione 2015-2019” (testo del comunicato stampa diffuso dall’ASNI il 4 agosto 2014) e dall’aver iniziato a raccogliere il denaro delle sottoscrizioni dell’opera, pur in assenza di uno specifico mandato da parte del Collegio Araldico o di Colonnello, e che ora sta “positivamente  confrontandosi” – ci precisa una fonte vicina alla trattativa – con l’Amministratore Delegato della “Libro d’Oro Srl” Fabrizio Antonielli, al fine di trovare un accordo di collaborazione.

Un quadro evidentemente ancora in evoluzione che potrà forse meglio chiarirsi nelle prossime settimane.

Leggi anche: E’ guerra intorno al “Libro d’Oro”; Intervista ad Ettore Gallelli

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Un volume del "Libro d'Oro" edito dal Collegio Araldico di Roma

Un volume del “Libro d’Oro” edito dal Collegio Araldico di Roma

 

 

19 novembre 2014
Raffaele Coppola

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