E’ guerra intorno al “Libro d’Oro”

Si fa sempre più acceso il clima intorno ad uno dei più prestigiosi repertori nobiliari italiani: il “Libro d’Oro”; conteso da diversi editori a deciderne il destino probabilmente saranno i tribunali.

Per cercare di fare un po’ di chiarezza sulla vicenda, proviamo a ripercorrerne le tappe fondamentali, partendo sin dalle lontane origini.

STORIA E STORIE DEI LIBRI D’ORO

Con la denominazione “Libro d’Oro”, sin dall’antichità, furono indicati molti dei registri su cui venivano annotati dalle autorità locali i nomi delle famiglie nobili di una città o di un intero stato.

stemma savoia

L’arma della Real Casa di Savoia

Dopo l’unità d’Italia, nel 1896, il Regno d’Italia istituì il “Libro d’oro della nobiltà italiana”, che affidato alla Consulta Araldica del Regno, fu destinato a raccogliere in origine i soli nominativi e le informazioni relative alle famiglie che avessero ottenuto decreti di concessione, conferma o rinnovazione di un titolo nobiliare da parte del re; in un secondo momento (nel 1933) l’annotazione nel registro fu estesa e resa obbligatoria anche a tutte le famiglie comprese nell’ “Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana”, che raccoglieva le famiglie la cui nobiltà era già riconosciuta da almeno uno degli stati preunitari. Solo la presenza in questo “Libro d’Oro” legittimava l’uso pubblico dei titoli nobiliari.

A seguito della fine della monarchia e del disconoscimento dei titoli nobiliari da parte della Repubblica Italiana, il “Libro d’oro della nobiltà italiana” cessò di essere aggiornato; i volumi manoscritti originali (41 tomi) sono oggi conservati presso l’Archivio dello Stato a Roma.

L’Albo d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili Europee dello Studio Camajani

Da notare che già durante il periodo in cui il “Libro d’oro della nobiltà italiana” era regolarmente tenuto dalla Consulta araldica del Regno, vi furono delle iniziative editoriali private che più o meno direttamente ne ripresero la denominazione, con alterne fortune. Fra le iniziative più longeve il primo caso che citiamo è quello del conte Guelfo Guelfi Camaiani che nel 1908 pubblicò il “Libro d’Oro della Toscana”; la pubblicazione proseguì negli anni modificando più volte il titolo: “Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili Italiane”, quindi “Albo d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili Italiane” ed infine “Albo d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili Europee” (si può vedere in merito “Associazioni Italiani nel Mondo“).

Un volume del "Libro d'Oro" edito dal Collegio Araldico di Roma

Un volume del “Libro d’Oro” edito dal Collegio Araldico di Roma

Di maggiore interesse per le vicende odierne fu però un’altra iniziativa editoriale avviata negli stessi anni del Libro d’Oro/Albo d’Oro di Camajani dal Collegio Araldico di Roma già editore della “Rivista Araldica”, che nel 1910 iniziò la pubblicazione di un’opera denominata “Libro d’oro della nobiltà italiana”, che aggiornata con cadenza pluriennale, intendeva compilare l’elenco delle famiglie nobili italiane, aggiungendo in particolare dei brevi cenni storici per le singole famiglie. L’omonimia con il registro pubblico portò ad un decreto inibitorio all’uso della denominazione “Libro d’oro della nobiltà italiana”, così che il Collegio Araldico pubblicò il proprio repertorio nel 1935 e nel 1939  con il titolo “Libro della nobiltà italiana”. Nel dopoguerra, grazie anche alla sospensione del “Libro d’oro della nobiltà italiana” ufficiale, la pubblicazione del Collegio Araldico tornò ad utilizzare il titolo originario sino all’ultima edizione oggi disponibile, la XXIV, uscita nel 2010, a coprire – come indicato in copertina – gli anni 2010-2014.

La copertina del volume “Libro d’Oro delle famiglie Nobili e Notabili”

In tempi più recenti (siamo nel 2009) Enzo Modulo Morosini per l’ “Accademia Templare di San Bernardo da Chiaravalle – Ordine Militare e Religioso dei Cavalieri di Cristo” pubblica il “Libro d’Oro delle famiglie Nobili e Notabili ”(consultabile anche on line all’indirizzo “Libro d’oro delle famiglie Nobili e Notabili“), la cui seconda edizione è uscita nel 2012.

Foto Club Calabrese caccia alla volpe simulata: frontespizio della "Serie aggiornata del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana della Consulta Araldica del Regno d'Italia”

Foto Club Calabrese caccia alla volpe simulata: frontespizio della “Serie aggiornata del Libro d’Oro della Nobiltà Italiana della Consulta Araldica del Regno d’Italia”

L’iniziativa di Modulo Morosini testimonia un redivivo interesse della società contemporanea intorno a questo genere di pubblicazioni, come ben dimostra l’intensa attività editoriale avviata da Ettore Gallelli, che sotto l’egida del Club Calabrese Caccia alla Volpe Simulata, nel 2011 ha avviato il progetto di un nuovo repertorio, avente per titolo “Libro d’oro della nobiltà italiana – serie aggiornata“; il progetto editoriale dell’opera, articolato su 11 volumi, si è posto l’intento dichiarato di riprendere ed aggiornare annualmente l’originario “Libro d’oro della nobiltà italiana” curato dalla “Consulta Araldica del Regno” d’Italia. A questo nel 2012 lo stesso Gallelli aggiunge il “Regio Libro d’Oro della Nobiltà Italiana“, altro repertorio, progettato a fascicoli da raccogliersi poi in unico tomo, con aggiornamento annuale. Nel 2013 inoltre Gallelli lancia il “Libro d’Oro della Nobiltà Mediterranea” – un trattato storico nobiliare -, l’ “Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana”, e un rinnovato “Regio Libro d’Oro della Nobiltà Italiana”, che cambia formato, divenendo “tascabile”, in due volumi, con copertina azzurro-Savoia; caratteristiche editoriali dunque che ai avvicinano maggiormente a quelle adottate dal “Libro d’oro della nobiltà italiana” del Collegio Araldico.

Il “Regio Libro d’Oro della Nobiltà Italiana” di Ettore Gallelli nella versione in due volumi

Nel 2014, divenuto nel frattempo presidente della neonata “Unione Nobiliare Italiana” (ente che intende resuscitare nome e tradizione di una storica associazione nobiliare scioltasi nel ’80 per confluire nel CNI), annuncia di aver depositato il nome “Libro d’oro della Nobiltà italiana nuova serie corrente”, di cui presenta la prima edizione da lui curata lo scorso mese di luglio, dichiarando che l’iniziativa intende riprendere e continuare il “Libro d’oro della nobiltà italiana” del Collegio Araldico di cui si annuncia l’acquisizione dei diritti editoriali, tanto che i nuovi volumi sono presentati come XXV^ edizione dell’opera (similmente a giugno dello stesso 2014 aveva già presentato un nuovo numero della “Rivista Araldica – nuova serie” che intende proseguire l’esperienza della “Rivista Araldica” sempre del Collegio Araldico, di cui l’ultimo numero risale al 2010, e una nuova edizione del “Calendario d’Oro” pubblicazione curata dall’ “Istituto Araldico Italiano” dal 1888 al 1903).

Il "Libro d'Oro nuova serie" nella vetrina della Libreria Borghese di Roma

Il “Libro d’Oro nuova serie” nella vetrina della Libreria Borghese di Roma

Di fronte ad un simile attivismo il Collegio Araldico di Roma resta ufficialmente silente, e a farsi portatore dell’istanze dell’ente romano scende in campo Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita*, già responsabile della Società Genealogica Italiana, e più recentemente animatore di un gruppo Facebook dedicato al “Libro d’oro” del Collegio Araldico, che fondata l’Associazione Storica della Nobiltà Italiana – Iscritti al Libro d’Oro della Nobiltà Italiana (con acronimo ASNI, sul cui sito si specifica che “I Soci Effettivi (categoria nobiliare), sono gli esponenti delle famiglie nobili iscritte nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, (edito dal 1910 a cura del Collegio Araldico sotto la supervisione scientifica del Corpo della Nobiltà Italiana – CNI)”), , ha lanciato a sua volta settimana scorsa una “campagna aggiornamenti per la raccolta dati per la pubblicazione della prossima edizione del Libro d’oro della Nobiltà Italiana (del Collegio Araldico), edizione 2015-2019“.

L'insegna dell'Associazione Storica della Nobiltà Italiana

L’insegna dell’Associazione Storica della Nobiltà Italiana

LE CONSEGUENZE

Inevitabile lo scontro fra i diversi “pretendenti”, che anche in rete annunciano recipreche diffide e denuncie, su cui a questo punto verosimilmente sarà la magistratura a doversi esprimere, con la speranza che a farne le spese non sia proprio il “Libro d’Oro” che potrebbe alla fine non essere pubblicato da nessuno.

Stemma Notiziario Araldico

Lo stemma del Notiziario Araldico

IL NOTIZIARIO ARALDICO

In questi mesi e soprattutto in queste ore diversi degli attori coinvolti nella vicenda (il plurale non è assolutamente casuale), stanno facendo pressioni sul nostro giornale affinchè si dica o non si dica qualcosa, affinchè si pubblichi o si rimuova qualcosaltro, anche con diffide formali; il “Notiziario Araldico” però non può accettare di farsi dettare la linea da interessi esterni anche quando legittimi, anche quando tali iniziative provengono da persone od enti che si stimino o con cui vi siano buoni rapporti personali, a maggior ragione poi se tale stima o tali rapporti personali non esistono.

L’occasione però ci è utile per riaffermare con forza la nostra linea editoriale:

  1. Scopo del Notiziario Araldico è quello di informare chi si interessa di araldica e delle discipline ad essa affini, di ciò che accade intorno a tale mondo, senza preconcetti e senza preclusioni o censure verso nessuno: noi confidiamo nella forza dei fatti e nell’intelligenza dei nostri lettori; ciò anche in altre occasioni ci ha attirato le pur legittime critiche di personalità tal volta autorevoli del mondo araldico italiano, ma questo servizio va a colmare proprio una delle carenze a nostro giudizio più gravi nel mondo dell’araldica italiana, spesso frazionata in compartimenti stagni di chiese e chiesupole che ostracizzano chi non faccia parte del proprio entourage, e che troppo frequentemente finisce con il produce un’informazione parziale e incompleta quando non del tutto faziosa, per questo il Notiziario Araldico cerca di essere un punto di riferimento indipendente e quanto più completo possibile.
  2. Il Notiziario Araldico cerca di limitarsi ai fatti, non dando spazio a voci, pettegolezzi, indiscrezioni; per questo in particolare non diamo notizia delle vicende legali e processuali sino a che non si arrivi alla loro conclusione.

Tutto ciò è possibile grazie al fatto che il Notiziario Araldico non ha interessi in gioco, non ha introiti economici, ma solo spese; è realizzato esclusivamente da collaboratori volontari non retribuiti, non ha altri fini se non quelli sopra enunciati: informare di ciò che accade intorno al mondo dell’araldica.

Per questo motivo il Notiziario Araldico:

  1. NON rimuove notizie; il nostro non è un semplice sito Internet che modifica, pubblica e rimuove le pagine, è una testata giornalistica regolarmente registrata in tribunale e una notizia non può essere rimossa, potrà essere eventualmente aggiornata, potrà essere seguita da repliche, evoluzioni e sviluppi, ma non può essere rimossa (ma qualcuno pensa davvero di andare al Corriere della Sera o a Repubblica a chiedere di rimuovere una notizia ? certo il Notiziario Araldico è ben lungi dall’essere un prodotto editoriale di tale livello, ma non stiamo parlando della qualità del prodotto editoriale, ma di un principio per una libera e corretta informazione).
  2. NON fa uso di marchi altrui quando ne scrive; per quanto ci appaia ovvio è necessario ribadire che quando un giornale testa un’automobile e ne pubblica poi i risultati citandone nome e marca – con tanto di foto -, non sta facendo uso di tali nomi e marchi, li sta solo usando per chiamare con il loro nome le cose, e non serve un’autorizzazione del proprietario dei marchi, anche se la recensione è negativa; quando un giornale parla di un partito, il cui nome è registrato, non sta utilizzando tale nome, lo sta solo citando e non serve alcuna autorizzazione, anche se ne parla in maniera critica; questa è la libertà di stampa, e vale anche per il Notiziario Araldico.
  3. NON ha interessi in gioco; per quanto ci appaia ovvio è necessario ribadire anche che quando i negozi di elettronica vendono gli smartphone di una data ditta non commettono reato, anche se c’è una causa in corso da parte di un altro produttore che ritiene di essere stata plagiato (si ricorderà il recente caso Samsung-Apple); quando un rivenditore di auto commercializza un auto uguale o “troppo” simile ad un’altra, non commette reato, anche se il produttore dell’auto “originale” ha in corso una causa con il produttore della seconda (si ricorderà l’ancora recente causa di Fiat per una “similpanda cinese); quando e se i promotori delle azioni legali risulteranno vincitori della causa il tribunale potrà intimare alla parte soccombente il risarcimento del danno, o addirittura di farsi carico del ritiro di quanto distribuito, ma nulla è imputabile a chi si limita a fare il proprio lavoro di distributore (di prodotti o notizie che siano); analogamente non si può “esigere” dal Notiziario Araldico di non parlare di un’iniziativa o di un prodotto editoriale del proprio “concorrente”, anche se si ritiene che il “concorrente” si stia comportando in modo scorretto, perchè il Notiziario Araldico – per i motivi sopra illustrati – ha il dovere di informare di tutte le iniziative o i prodotti editoriali di cui viene a conoscenza, come avrà il dovere di informare dei procedimenti giudiziari che arrivino a sentenza di cui venga a conoscenza e che abbiano delle conseguenze concrete sui prodotti di cui ha parlato.

D’altro canto ci rendiamo ben conto della particolare situazione venutasi a creare intorno all’utilizzo della denominazione “Libro d’Oro” e dei suoi vari derivati, quindi limitatamente a tale “titolo” e ai suoi diversi derivati, per evitare possibili strumentalizzazioni da chi dovesse essere tentato di “bleffare”, d’ora innanzi adotteremo dei criteri particolarmente restrittivi evitando di pubblicare quanto risulti semplicemente dichiarato se non ci sarà possibile verificarne l’autenticità, ed in particolare non pubblicheremo ulteriori notizie di avvenute stampe di nuove edizioni o nuove iniziative, se non avremo potuto esaminare di persona i volumi segnalatici; inoltre tutte le news sin qui pubblicate sull’argomento, saranno integrate da un link al presente approfondimento.

Leggi anche: Una nuova sfida

Successivamente a questo articolo sono stati pubblicati degli altri pezzi che potrebbero interessare il lettore: Terza edizione per “Il Libro d’Oro Delle Famiglie Nobili e Notabili”; Intervista ad Ettore GallelliComunicato congiunto Libro d’Oro Srl – ASNINota dell’U.N.I. sul marchio “Libro d’Oro”Nasce l’Associazione Collegio Araldico RomanoNuova vita per lo storico Collegio Araldico; Il Tribunale di Roma respinge la richiesta di Ettore Gallelli Editore

* Il 13/08/14 è stato modificato il testo originario inserendo il cognome per esteso della persona citata.

Immagine Italiapost

9 agosto 2014
Raffaele Coppola

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