Rinasce l’Unione Nobiliare Italiana

Vedute le difficoltà organizzative in cui versava il Corpo della Nobilta’ Italiana (CNI), come infatti dimostra il fatto che nel novembre 2010 l’associazione della Sardegna è uscita proprio dal Corpo della nobiltà italiana, seguita poi da altre delegazioni regionali “a seguito di profonde divergenze in tema di riconoscimento di diritti nobiliari”, come dimostra anche il deperimento del sito internet CNI nonchè Wikipedia, al fine quindi di difendere i diritti delle famiglie nobili Italiane, con rinnovata efficacia, nonchè aiutare le medesime in difficoltà economica, un gruppo di gentiluomini Torinesi, ha concertato di ricostituire l’Unione della Nobiltà d’Italia. In data 27 marzo 2014 alle ore 16:48 è stata quindi formalmente ricostituita l’UNIONE DELLA NOBILTA’ D’ITALIA (U.N.I.) con regolare statuto notarile, firmato presso lo studio notarile Cristino, sito in Corso Re Umberto n.78 a Torino.
L’UNI è quindi la ricostituzione della più antica associazione nobiliare, sorta con rogito il 21 dicembre 1951, che sino al 1980, anno della fusione con il C.N.I, silenziosamente e discretamente svolse un’azione caritativa in favore dei nobili che non avevano mezzi di fortuna. La ricostituita UNI in linea di massima è la formazione di un “ruolo nazionale” della nobiltà italiana fondato sull’autorità dell’intero corpo nobiliare, nel quale sono accolte “le famiglie i cui componenti sono in attuale possesso dei tradizionali caratteri e requisiti nobiliari morali e sociali”. Lo scopo espresso dai suoi fondatori è quello di tutelare, almeno nel privato, i discendenti di coloro che ebbero la concessione di un titolo nobiliare, e pertanto anche di uno stemma gentilizio, o di cittadinanza, titoli privi oggi di valore legale e non riconosciuti dagli organi della Repubblica Italiana dopo l’entrata in vigore della Costituzione italiana nel 1948. La ricostituita UNI sita nella sua sede storica di Torino, nell’ottocentesco palazzo di via Magenta n. 61 ha quindi sia lo storico fine di aiutare, supportare, la nobiltà italiana in difficoltà economica, nonché il nuovo scopo di tutelare la nobiltà italiana e di investigarne e accertarne le eventuali ulteriori spettanze con “attestazioni e certificazioni di giustizia” ad aggiornamento e integrazione dei riconoscimenti già ufficiali, organizzato, sull’esempio della passata Consulta Araldica del Regno d’Italia, nei suoi organi centrali e locali, vale a dire Presidenza, Giunta e Commissioni regionali. Con le “certificazioni di giustizia” l’associazione accerta e riconosce, sul solo piano morale, la validità dei diritti, delle qualifiche nobiliari e degli stemmi araldici delle singole persone. La funzione della ricostituita UNI non è quella di creare, o meglio concedere, dei nuovi titoli nobiliari che prima non esistevano, ma solo quella di accertare la validità delle documentazioni che gli vengono sottoposte, per provare l’esistenza di titoli, o di stemmi, che già esistevano prima del loro accertamento. I provvedimenti dell’associazione, nelle intenzioni dei soci, si prefiggono di tutelare i diritti storici dei nobili italiani.
Nelle prossime settimane sarà reso noto l’organigramma ufficiale dell’U.N.I. visionabile sul sito internet attualmente in costruzione, ma del quale esiste già la pag. Facebook all’indirizzo Facebook.
E-mail uni2014@libero.it

Il Segretario
Michele Ferrero

La corona utilizzata dall'Unione Nobiliare Italiana come emblema

La corona utilizzata dall’Unione Nobiliare Italiana come emblema

31 marzo 2014
Comunicato Stampa

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